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CGIL: IL DOCUMENTO APPROVATO DAL COMITATO DIRETTIVO DEL 29 E 30 GENNAIO 2009
Il direttivo della Cgil ha approvato all'unanimità la decisione di non sottoscrivere l'accordo sulla riforma del modello contrattuale come deciso dal segretario generale, Guglielmo Epifani.
(26 gen. 2009)
Volantino accordo separato.pdf
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ACCORDO SEPARATO SULLA RIFORMA DEGLI ASSETTI CONTRATTUALI
(23 gen. 2009)
Ieri, sulla base dell'incontro con il Governo, Epifani aveva detto che se il testo di riforma del modello contrattuale non fosse stato modificabile non ci sarebbe stato l'accordo della CGIL,
perché "il livello nazionale di contrattazione non recupererà mai l'inflazione reale" e peraltro con il testo elaborato "non si allarga davvero il secondo livello" di contrattazione. Epifani aveva
anche aggiunto che, mentre la derogabilità "diventa un principio generale, la bilateralità si allarga a compiti impropri e crea una casta".
Poche ore dopo è arrivata la firma dell'accordo.
Questo significa che il Governo, ben conoscendo le posizioni della CGIL, ha forzato per raggiungere un accordo separato sapendo che la CGIL non lo avrebbe sottoscritto. Una forzatura che la CGIL
interpreta come conseguenza alle dure critiche che il sindacato aveva riservato al pacchetto anticrisi.
Dice Epifani: "E' incredibile che un governo non riesce a dare risposte sugli ammortizzatori, non fa sostegno fiscale a consumi e imprese, non ha uno straccio di idea di politica industriale, perché
non bastano gli ammortizzatori se non hai un piano su come fare per l'auto, il mezzogiorno e la chimica".
La CGIL preferisce "mantenere una linea di rigore e di serietà. Un Paese che affronta una crisi ha bisogno di unità: non si può chiedere il coraggio a quelli che hanno sempre pagato il prezzo più
grande. Non si può chiedere responsabilità quando non si è responsabili di fronte alla portata di questa crisi". Per questa ragione, insiste il leader della CGIL, "noi preferiamo mantenere una linea
di rigore e di serietà".
Il testo che la CGIL non ha sottoscritto era da bocciare per i seguenti motivi:
- il contratto nazionale non sarà mai in grado di assicurare il recupero del potere d'acquisto;
- non c'è nessuna distinzione di qualificazione del secondo livello di contrattazione. Siamo in presenza di una proposta che per il primo livello abbassa strutturalmente le retribuzioni dei lavoratori e nel secondo livello non fa quell'operazione di estensione e di qualificazione della quale c'è bisogno;
- si introduce il tema della deroga al contratto nazionale;
- si definiscono delle linee guida che fanno riferimento ad altre linee guida, ovvero si sta creando una trattativa burocratica un po' strana che genererà tante linee guida per i settori ed al termine produrrà i contratti di lavoro. Questo non semplifica e non snellisca, ma renda molto più complicato.
Con questo modello contrattuale si crea una procedura burocratica che, a fronte di un obiettivo che dovrebbe essere quello di un contratto che "semplifica e snellisce", disegna un modello che
rende "più complicato l'esercizio del potere contrattuale".
"Per questa ragione, tanto più in assenza di una politica fiscale di sostegno ai redditi di lavoro dipendente, sottoscrivere quell'intesa vuol dire nella sostanza rendere la dinamica delle
retribuzioni e le politiche di efficienza e produttività del secondo livello non corrispondenti ai bisogni dei lavoratori e delle imprese".
Sulla crisi il leader della CGIL esprime "delusione perché abbiamo bisogno che il Governo faccia in fretta sulle risorse e per le tutele legate ad ammortizzatori sociali, perché più passa il tempo
più i precari perdono lavoro e restano senza sostegno". L'impossibilità di chiudere oggi sugli ammortizzatori sociali, secondo Epifani, dipende "non tanto dalle regioni, quanto dal fatto che se anche
il governo non mette le risorse aggiuntive non si esce dal problema".
Per leggere il testo che la CGIL non ha sottoscritto
Dichiarazione di Epifani sulla trattativa per la riforma del sistema contrattuale.
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Contratti: Epifani, tavolo esaurito, ripartire da piattaforma unitaria |
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Roma, 30 settembre – “La trattativa con Confindustria, ha esaurito il suo significato. Dobbiamo rilanciare la nostra piattaforma unitaria e chiedere formalmente l’allargamento del tavolo di confronto alle altre rappresentanze datoriali”. Questo è uno dei passaggi della relazione del segretario generale della Cgil, Guglielmo Epifani, al comitato direttivo nazionale della confederazione di Corso d’Italia. “Se non si fa - ha aggiunto - così arriveremmo al rischio di avere 4 o 5 diversi modelli contrattuali a seconda dei settori, cosa che determinerebbe un ‘dumping sociale’ molto grave con la corsa alla tipologia contrattuale più conveniente, in una fase di riorganizzazioni aziendali e settoriali profonde”. Epifani ha ribadito le critiche al documento presentato da Confindustria definito “non coerente” alla piattaforma sindacale unitaria e quindi “inadeguato” perchè, fra l’altro, non allarga né innova la contrattazione di secondo livello, ma sovraccarica di regole e norme il contratto nazionale, per di più tagliando il salario. “In ogni caso le trattative si fanno sulla base delle piattaforme presentate e non delle risposte della controparte ad esse”, ha osservato il segretario generale della Cgil. “Non è accettabile, inoltre, - ha concluso Epifani - il principio di scaricare sul lavoro gli effetti dell’inflazione importata, cosa che, tra l’altro, toglierebbe a imprese e governo la responsabilità di praticare politiche antinflazionistiche”. |
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La riforma del sistema contrattuale secondo CGIL CISL UIL (19 mag. 08)
Le segreterie unitarie di Cgil, Cisl e Uil hanno dato il via libera al testo unitario di proposta sindacale per la riforma del sistema contrattuale. Il testo è passato al vaglio anche dei Direttivi unitari del 12 maggio.
Ecco le linee guida del documento (scarica il pdf integrale)
ALL’ACCORDO RAGGIUNGE IL 90%
Sono stati 3.813 le lavoratrici ed i lavoratori del commercio, turismo e servizi di Modena, che hanno espresso il proprio voto sull’Accordo del 23 luglio 2007 tra CGIL, CISL e UIL e
Governo su Previdenza, Lavoro e Competitività.
A questi vanno aggiunti i circa 2.000 addetti del settore che hanno votato nei seggi territoriali e in quelli delle imprese dove operano in regime di appalto.
Si sono espressi favorevolmente il 90,03%, mentre i voti contrari sono stati il 9,97%.
Ecco alcuni dati, a carattere provinciale, di alcune importanti aziende del settore:
Coop Estense: 86,4 % favorevoli
Gruppo Conad: 93,4 % favorevoli
Esselunga: 92,6% favorevoli
Manutencoop: 96,2 % favorevoli
CIR: 81% favorevoli
CNA: 97,2 % favorevoli
Confesercenti: 96,8% favorevoli
Filcams CGIL, Fisascat CISL, Uiltucs e Uiltrasporti Uil di Modena ringraziano sentitamente le lavoratrici ed i lavoratori del settore per lo straordinario risultato, che conferma la positività dei
contenuti dell’accordo sottoposto a consultazione.
FILCAMS CGIL UILTUCS/UILTRASPORTI UIL FISASCAT CISL
Modena, 11 Ottobre 2007
Risultati della consultazione sul protocollo del 23 Luglio 2007
Pubblichiamo i dati della votazione dei seggi Mediagroup di Modena.
Votanti: 17
Favorevoli: 16 (94,12%)
Contrari: 1 (5,88%)
Ipotesi di accordo del 23 Luglio 2007
Per approfondire i contenuti dell'ipotesi di accordo del 23 Luglio 2007 è possibile accedere alla documentazione on line tramite il seguente link
Bacheca sindacale dei lavoratori Mediagroup


